Ristorante Santa Barbara

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COSA CI DISTINGUE?
MANGIARE UN BUON PROSCIUTTO – ARROSTO TIPICO

Prodotto più o meno in tutta l’isola, il prosciutto può comunque dirsi a buon diritto una delle specialità tipiche dell’Ogliastra: i prosciutti  di Villagrande Strisaili, sono infatti famosi grazie ad una produzione di altissimo pregio.  Il prosciutto, o “”presuttu””, nome sardo comune in molti paesi della provincia è fatto con carne di cinghiale o di maiale allevato allo stato brado, non ha molto grasso; viene messo sotto sale marino e pressato per un po’ di tempo.  L’aria asciutta dei monti e, più in generale, le condizioni climatiche favorevoli contribuiscono decisamente a creare condizioni ideali per una buona stagionatura, ma la qualità del prodotto, per lo più derivato da una lavorazione artigianale, è anche dovuta all’allevamento dei maiali e alla loro alimentazione assolutamente naturale. Fin dai tempi più remoti, il maiale veniva allevato in casa fino a raggiungere un’età matura per poi essere lavorato per fornire scorte alimentari per tutto l’anno; era un prezioso alimento di contadini e pastori che lo consumavano a tocchi col pistoccu. La tradizionale prevede che alla lavorazione della coscia o della spalla dell’animale segua la salatura, che dura diversi giorni, la pressatura e l’aromatizzazione con pepe, aglio e una scelta d’erbe che varia nelle diverse località.  Durante la macellazione il maiale viene sapientemente lavorato e sezionato in più parti e durante questa fase che vengono separati i prosciutti che si ottengono dal pezzo intero della coscia e della spalla dei maiali adulti. La pressatura viene fatta con l’utilizzo di pesi che generalmente non sono altro che rocce dette in sardo “crastusu o contonisi”, disposte sopra delle tavole appoggiate ai prosciutti; dopo la salatura i prosciutti vengono lavati, con aceto caldo per rimuovere il sale in eccesso, e pepati; qualcuno usa cospargere sui prosciutti anche dell’aglio tritato. 
La stagionatura avviene all’aria naturale e può durare da un minimo 4-5 mesi a un anno; il prodotto finale è un salume di alto pregio gastronomico, appetitoso, molto profumato con carne di colore rosso vivo, e lardo bianco, spesso con striature rosee.

DOVE SIAMO: PARCO NATURALE SANTA BARBARA   Il territorio è habitat favorevole per piante secolari di leccio, rovere e quercia da sughero. Piante tipiche sono il ginepro, il ginepro nano, l’ontano, il salice, l’agrifoglio, il tasso, oltre a vari tipi di piante officinali come la digitale, la genziana, e di piante aromatiche come il timo, l’elicriso, il rosmarino. La macchia mediterranea è costituita essenzialmente da corbezzolo, erica, cisto, mirto, lentisco, fillirea. Vi è abbondanza di sorgenti e corsi d’acqua. La popolazione principale del bosco è costituita da una ricca fauna selvatica: cinghiali, mufloni, aquile e altre specie rare che trascorrono quasi indisturbati la propria esistenza. Nel bosco s’incontrano i resti di una tomba megalitica. Vi sono inoltre sette tombe dei giganti, diciassette esemplari di nuraghe e dieci villaggi nuragici. Nel sito nuragico di S’Arcu’e Forros c’è un tempio a Megaron e due templi a pozzo.

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